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martedì 24 aprile 2018

#storia#italia politica# LETTERA DI UN PARTIGIANO CONDANNATO A MORTE

         Lettera di un condannato a morte della resistenza italiana
Ho scelto questa lettera perché essa è ancora oggi un messaggio attuale per la gioventù e per il nostro Paese.

         Giancarlo Purcher Passavalli
Anni 23, nato a Milano,comandante di gruppi partigiani zona di Erba (Como).Catturato novembre 43 da Brigate Nere, torturato più volte, fucilato 21 dicembre 43 dopo processo farsa, dalle Brigate Nere. Medaglia d’Oro al Valore Militare. Suo padre Giorgio è deportato a Mauthausen e qui deceduto.
Testo della lettera
“ Muoio per la mia Patria.  Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato. Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto….Accetto con rassegnazione il suo volere.
Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono.
Viva l’Italia.
Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia Mamma, che santamente mi educò e mi protesse per i venti anni della mia vita.
L’amavo troppo la mia Patria; non la tradite, e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale.
Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.
A te Papà, l’imperituro grazie per ciò che sempre mi permettesti di fare e mi concedesti.
Gino e Gianni sono i degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita. I martiri convalidano la fede in un Idea. 
Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. Baci a tutti