Parlano di democrazia diretta, di referendum e cose simili, ma poi fanno altro.
Stampa, radio tv presentano sempre le stesse persone per dibattiti noiosissime e spesso vere e proprio commedie con attori che si pestano i piedi. Trasmissioni che servono a far mandare messaggi fra leader dei partiti, dirigere la stampa, e in genere i mezzi di informazione sulle notizie,
che vogliono i possessori dei media dominanti. E la cosa peggiore è, che in questo scenario, anche la tv pubblica fa la sua parte, con mezzora in più o in meno e con i telegiornali i cui responsabili commentano fatti e notizie in prima persona, inducendo i giornalisti dipendenti a farli da coro.Ma il popolino, il lavoratore preoccupato, il disoccupato, le donne di famiglia e le donne che lavorano, gli studenti e studentesse, i lavoratori agricoli. i camionisti, gli edili, i medici, gli infermieri ecc ecc non vengono mai sentiti veramente.
I pochi programmi in cui si vede una persona ignota intervenire, sono organizzati o per farla litigare con altra, o per fargli dire cose assurde, che vorrebbero attrarre l’interesse di un pubblico che si presuppone ignorante, volgare, sciocco e opportunista.
Ma non è così. La maggioranza degli italiani sa ragionare e comprendere, capisce quando è ingannata, e spesso perché si sente non considerata, abbocca volontariamente allle favole degli oratori fluenti, pensando e dicendo: “come parla bene, mi fa sognare “.
Gli stessi operatori di sondaggi, pur usando formule di ascolto statistico, non hanno la possibilità di conoscere il vero pensiero del partecipante al sondaggio.
In tv o radio si possono invece organizzare dei dibattiti seri e aperti se si conoscono le vere problematiche di tutti i giorni, se si sa organizzare confronti civili e rispettosi dei giudizi altrui e se si sa porre tematiche della realtà quotidiana.
Una dei pochissimi intervistatori capaci di creare e condurre programmi che fanno parlare
in maniera ragionata e ironica il popolo che lavora è stata ed è Geppi Cuccciari, a cui la tv di stato riserva spazi minimali.
Pensiamo che se la Rai Tv, sviluppando questo tipo di tecnica giornalistica, gli affidasse interviste su problemi politici, economici, sociali a chi lavora, o è disoccupato, si avrebbe il piacere di sapere finalmente quello che pensano sui vari problemi gli elettori italiani.
