Seconda parte: Tragica situazion dei siriani e dei curdi.
La Siria è sotto attacco dell’occidente dal 2003 quando l’attuale Presidente Bashar al Assad si oppose all’invasione americana dell’Iraq e alla conseguente disastrosa guerra. Non a caso nel 2004 ci fu l’insurrezione dei curdi del nord e poi nacquero vari gruppi oppositori militari di Damasco che
portarono l’inizio della guerra interna con la nascita della cosìdetta “primavera araba” che facilitò l’estendersi della guerra civile da nord a sud. La politica dei vari servizi occidentali, in particolare quello inglese, a sostegno della “primavera” favorì le rapide conquiste dell’Isis.L’appoggio all’Isis della Turchia e dai gruppi turcomanni del nord riuscì uccidendo e distruggendo i gruppi oppositori della “primavera” presenti, e a conquistare una vasta parte del territorio siriano. Queste guerre iniziata nel 2011sono arrivata ai giorni nostri, lasciando un paese distrutto dalla guerra contro l’Isis ,che ha visto uniti ai siriani truppe irachene e iraniane e i curdi del YPG e del PKK, unitamente al supporto tecnico e areo dei russi, degli americani, e vari paesi occidentali. Bilancio di questi venti anni di guerra oltre 500 mila morti. A causa della guerra i Curdi del YPG e del PKK oltre due milioni di popolazione, che hanno dato un apporto determinante per la sconfitta dell’Isis, abbandonati dagli alleati occidentali, sono stati costretti a tenere in piedi i campi di concentramento dei prigionieri dell’esercito Isis, che l’occidente non ha mai voluto processare. Oggi i Curdi sono stati allontanati dai confini della Turchia che cerca di combatterli con le bande di turcomanni e con elementi di un ricostituendo Isis, che si spingono sia nella parte nord della Siria, depredando, distruggendo e assassinando e attaccando anche territori Iraq, cercando di mettere in fuga popolazioni irachene per allargare i confini turchi.
A causa della guerra civile circa 4 milioni di siriani sono fuggiti dalla Siria verso il Libano, la Giordania e la Turchia.
Questo sunto storico ci porta a comprendere la situazione disastrosa di un paese di religione sunnita, ma laica, che permette senza problemi la presenza di altre religioni, sciti, aluiti, e i drusi e minoranze cristiane.
Un paese che prima del 2011 aveva ed ancora conserva l’istruzione obbligatoria e gratuita dai 6 ai 15 anni a cui seguono altri 3 anni scolastici per chi vuole accedere alle Università .
Della rete sanitaria estesa e completa siriana è rimasto assai poco perché distrutta dalla guerra.
Se l’istruzione è libertà, il regime politico che governa la Siria non è il peggiore e ha elementi in se per avvicinarsi ad un regime di governo tollerabile, se apriamo dei “veri” tavoli di trattativa.
