In questo ultimo anno abbiamo sentito imprenditori, gruppi di imprese, Confindustria ed altre associazioni di imprenditori dichiarare perdite miliardarie e comunque non meno di molti milioni.
Nessuno ha fatto fino ad oggi la somma di queste perdite dichiarate, ma facendo i conti alla buona ci accorgiamo che i vari settori sembrano avere perdite superiori ai guadagni denunciati ai fini fiscali. Albergatori, ristoratori e via dicendo dichiarano cifre impressionanti di perdite di guadagni che non risulterebbero poi nelle denunzie fiscali passate.
Gli unici che dichiarano perdite proporzionate alle denunzie fiscali, sono i piccoli e i piccolissimi imprenditori, dagli ambulanti ai parrucchieri, gli artisti, i lavoranti del mondo dello spettacolo,
Emerge inoltre il grande dramma dei lavoratori saltuari, dei lavoratori in nero, dei commessi, dei lavoranti, di chi non ha un lavoro fisso ma opera a tempo. Questi sono veramente le persone che più sono state danneggiate dalla crisi E il reddito di cittadinanza non li salva perché è troppo basso per la sopravvivenza individuale e ridicolo per chi ha una famiglia.
Da questa crisi per uno Stato che voglia rinnovarsi, che voglia cambiare occorre creare un adeguato sussidio integrativo per chi perde un occupazione quale un assicurazione sociale dignitosa da essere implementata attraverso un controllo dei redditi denunciati dalle categorie imprenditoriali che evadono sistematicamente le tasse come appare dalle perdite denunciate.
In tanti altri paesi chi evade le tasse va in galera e non esce fuori prima della fine della pena. Questo manca in Italia, Anzi di sono partiti Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che non vogliono far pagare le tasse a chi si arricchisce fraudolentemente sulle spalle dei lavoratori.
Cogliamo quello che l crisi ha fatto emergere e estendiamo i controlli attraverso i pagamenti con le carte di credito e tassiamo gli utili distribuiti dalle società imponendo l’obbligo di trasformare i vari tipi di società, srl, snc ecc in spa.
Questa non sarà solo giustizia sociale ma anche sviluppo economico generale e scomparsa della disoccupazione.
