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mercoledì 21 aprile 2021

#Politica #ristoratoriereddito -- Protestano, ma non tutti hanno ragione.

 Il mondo dei ristoratori non è univoco; vi sono tantissimi piccoli ristoratori, bar, ristoranti , trattorie, pizzerie e rosticcerie; e vi è una schiera di ristoratori con grandi ed eleganti locali, bar e ristoranti e più in alto,  vi sono i ristoranti dei cuochi che vanno per la maggiore, dove per mangiare non si paga dai cento fino a cinquecento euro a persona.

Ora economicamente la categoria dei piccoli e piccolissimi ristoratori e bar ha un loro capitale accumulato minimo, appena capace di coprire un periodo di chiusura massimo di 20 o 30 giorni oltre il quale si sopravvive male e in molti casi malissimo.

Vi sono poi i Bar e i ristoranti grandi e con una clientela medio alta. In questo settore la antimafia ha scovato in tante città italiane, la proprietà di vari gruppi di mafia, ristoranti e bar che servivano per riciclare il denaro proveniente da estorsioni, prostituzione e droga.  Normalmente questi ristoratori, pensiamo a ristoranti piazzati nelle vie più importanti di città grandi o d’arte, il capitale accumulato da la possibilità di andare avanti anche per qualche anno di chiusura.

Infine i ristoranti dei cuochi che hanno una notorietà locale o regionale o nazionale, il cui capitale accumulato, in specie quelli che da più anni dominano il mercato, può permettere anche di chiudere e andare a goderselo per anni in qualche isola ai tropici.

Tanto è vero questo che uno di loro, assai noto, si è permesso di piangere due milioni che avrebbe perso per le chiusure in corso. 

Quanti sono gli italiani che perdono un guadagno di due milioni in un anno e mezzo?  

A questo punto, Governo o non Governo ci domandiamo : che aspetta l’Agenzia delle Entrate ad andare a verificare le denunzie dei redditi di questi ricchi iper-ristoratori ?

In Italia dovrebbe essere ammessa la ricompensa per chi segnala evasori fiscali. Così si potrebbe evitare la dilagante evasione fiscale ed avere più soldi per disoccupati e cassa integrati, e  fare scomparire il lavoro in nero, e permettere agli imprenditori che pagano le tasse in maniera onesta, di poter resistere alla concorrenza. 

La vera democrazia si poggia su una ripartizione del reddito nazionale fra i cittadini che scacci la povertà e la disoccupazione.