Non sappiamo se Renzi l’abbia detto veramente “questa è la nostra linea Maginot” come riportava l’agenzia di Matteo Feltri che dopo l’episodio con la Boldrini, ci si può aspettare che subisca ancora l’influenza del padre Vittorio.
Se la notizia è vera allora Renzi, poverino, è da bocciare in storia storia. Solo alcuni generali incapaci, come li ha giudicati la storia, pensavano che la “linea di casamatte Maginot” sarebbe stata capace di fermare l’esercito tedesco, che se ben ricordo, in meno di tre giorni l’aveva sfondata e superata e costretto l’esercito francese alla ritirata.
A volte questi giovani politici dovrebbero pensare di più prima di parlare! Ma anche noi anziani sbagliamo, avevamo considerato alcuni anni fa Renzi come un “cavallo di razza” nell’ambito politico e paragonato al dinamico Fanfani. Purtroppo caduto dal potere, non ha saputo più avere idee nuove e si è messo a giocare con la politica come un bambino di pochi anni, che per richiamare l’attenzione dei genitori rompe quello che tocca e non è simpatico ai parenti che sottovoce dicono “ma chi lo educato?”
Un tempo uomini politici democristiani o comunisti, quando cadevano da cavallo andavano i primi a meditare in qualche convento almeno per una settimana; i secondi venivano mandati in missione dal partito a fare propaganda in zone dove era scarsa la presenza di compagni. In queste due situazioni non solo si medita su sbagli e si sbolliscono i rancori, ma si comincia a riflettere sul da farsi per ritornare al comando e cogliere l’occasione giusta per riemergere.
Gli attuali sbagli politici di Renzi gli hanno procurato un perdurante calo di popolarità ed è visto nei suoi interventi riportati da i telegiornali per quello che è veramente con una la arroganza dell’incompreso, senza quel minimo di umiltà nel fare dichiarazioni che sono presenti nel vero uomo di governo, di statista.
