Powered By Blogger

Translate

sabato 14 novembre 2020

#politica #utiliaziendali --Ridistribuire il 10%utli aziendali ai consumatori.

Leggevamo che TERNA distribuirà agli azionisti 596 milioni grazie anche ad una legge del 2000 che permette a questa azienda di stabilire il prezzo della elettricità e ulteriori prelievi immotivati sulle fatture dei consumatori. Ora in Italia come in tutta Europa  si sta attraversando  una situazione economica a motivo del Covid disastrosa in cui a pagare di più sono i lavoratori dei settori privati, le partire Iva dei lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori di negozi, bar, ristoranti, palestre e simili.

Gli utili di Terna, così come gli utili di altre società grandi e piccole, non solo in questo periodo ma sempre dovrebbero per una quota andare a tutti quelle categorie che hanno contribuito a far crescere gli utili che economicamente sono una ricchezza acquisibile grazie alla diffusione del consumo o vendita di prodotti. Se è gusto che chi ha investito un proprio capitale nelle varie aziende abbia un margine di guadagno, così è giusto che una parte di questo guadagno ritorni ai consumatori che ne decretano il successo e senza i quali non vi sono utili.

Dovrebbe così essere applicata una aliquota di circa il 10% su tutti gli utili aziendali che affluisca ad un Fondo Nazionale per finanziare le categorie più precarie che abbiamo sopra riassunto. Questa non sarebbe un aliquota di solidarietà ma una ridistribuzione diretta del reddito a chi ha concorso alla sua formazione e quindi anche  ai consumatori.   

Divertitevi a fare un semplicissimo algoritmo lineare e vi accorgerete che il meno che va a finire agli investitori o mercato finanziario ha la conseguenza di ridurre le acquisizione di aziende, ma fa crescere la massa destinata al più retributivo credito e diminuisce la tendenza arteriosclerotica della crescita degli oligopoli oggi presente su vari settori, proprio per il sostegno diretto dei consumi.