Il Presidente della Confindustria (del nord) il sig Bonomi presenta proposte industriali o critiche sulle azioni e manovre del Governo e dei sindacati: è cosa del tutto normale, cosi come proporre un “ Patto per l’ Italia”.Ma purtroppo non abbiamo mai letto da questa Confindustria (del Nord) dichiarazioni di condanna
nei confronti di imprenditori e o di dirigenti di imprese che hanno violato codici deontologici o hanno operato in maniera fraudolenta o che si siano accordati con le mafie, sia che i soggetti facciano parte della Confindustria o appartengano ad altri settori della produzione.Prese di posizione in questi casi, sarebbero un esempio severo per tutto il mondo imprenditoriale e renderebbero credibile le critiche e i rilievi elargite nei confronti delle controparti e dello Stato o le proposte di patti per l’Italia.
Il tacere, come è avvenuto sul caso Atlantia – Benetton è una cosa gravissima che rende critiche e proposte confindustriali, inattendibili o strumentali e mostra che si può tollerare i crimini imprenditoriali a danno del Paese e dell’imprenditoria onesta. Le intercettazioni telefoniche, comprovate dall’agire degli amministratori di Atlantia fanno indignare come l’operare di aziende mafiose che costruiscono opere con poco cemento e ferro e molta sabbia. E il comportamento dei padroni di Atlantia, i Benetton, fra i “non so”” e i "ti licenzio” è un tipo di commedia che purtroppo abbiamo visto altre volte, non solo in Italia.
Ma il sig. Bonomi della Confindustria (del nord), non sente, non legge, non parla, non si “impiccia “ così come si scorda che vi sono imprenditori che sudano tutti i giorni per guidare le loro imprese nel mare mosso dell’economia, rispettando nella sostanza e nella forma le leggi e la bontà della loro produzione; e i lavoratori con cui operano. Questi imprenditori meritano di essere difesi dalla sua organizzazione, sig.Bonomi e se Lei tace sui comportamenti di imprenditori come quelli di Atlantia, Lei li lascia senza difesa dalle azioni di qualsiasi imprenditore scorretto e criminale che li faccia concorrenza.
Siamo costretti a confermare il nostro personale giudizio: questa è una fra le peggiori Confindustrie che hanno operato in Italia negli ultimi sessanta anni e come tale porterà solo danni e ritardi allo sviluppo del Paese e ai lavoratori italiani e agli imprenditori seri.
