Un Presidente di un paese che non garantisce il dopo voto se lui non vince, di certo non è ne un Repubblicano ne un Democratico, ma solo un aspirante dittatore alla Lukashenko. L’Europa ha già conosciuto fatti simili, sia nell’ascesa del
Movimento Fascista in Italia, sia nell’ascesa del Movimento Nazionalsocialista in Germania. E coincidenza normale, in entrambi a finanziarli c’erano gruppi economici milionari allora, oggi miliardari, di una stessa lobby.Ma noi abbiamo fiducia sia nel Partito Repubblicano Americano (il Partito di Lincoln ), sia nel Partito Democratico e nella lealtà alla Costituzione dell’Esercito degli Stati Uniti. E negli stessi miliardari USA vi è una spaccatura: da una parte la Lobby golpista e dall’altra i miliardari delle nuove tecnologie che una dittatura e il caos economico autarchico sarebbe nemico della crescita produttiva e del prestigio internazionale degli USA.
Il globalismo commerciale ha portato anche in USA nelle varie classi produttive e lavorative una necessità di miglioramento complessivo sociale equiparabile a quello presente in Europa, ancora imperfetto ma superiore a quello americano.
E’ l’ora di un nuovo Presidente degli USA capace di gestire queste riforme con spirito unitario e riportare una pace interna, smantellando gruppi paramilitari e garantendo la vita individuale nel rispetto della Costituzione di tutti i cittadini americani anche contro gli interessi eversivi dei produttori e venditori di armi.
