Chi ha visto piangere gli assistiti di don Roberto, ha capito che non gli portava solo del cibo, abiti, coperte e simili. Donava ai suoi assistiti una cosa più grande: la sua amicizia, il suo rispetto e la sua considerazione, restituendo a ciascuno una dignità di cui la “società buona” aveva tolto. Don Roberto ha subito un duplice martirio, quello in cui un
suo beneficato nella sua follia lo ha ucciso e quello che una larga fetta dei cattolici di Como non ha partecipato ai suoi funerali. Da tempo i cattolici di Como si erano divisi in due gruppi: da una parte tutti quelli che per censo e interesse sociale hanno la necessità di farsi vedere la domenica in chiesa e che forse hanno letto in parte i Vangeli all’epoca della loro prima comunione e si ricordano molto bene solo della Maddalena e scherzano sul lavare dei piedi che il Maestro fa ai discepoli e ritenevano don Roberto un “prete comunista”, un “prete nemico” al punto che il Comune lo aveva multato per le coperte che aveva portato ai suoi poveri a Natale. L’altra parte del mondo cattolico di Como stava invece con lui, perché nel suo operare vi era la realizzazione dei tanti episodi evangelici sull’amore dei fratelli e sorelle, tanti e tanti che in ogni città e paese del mondo soffrono non solo per la povertà ma perché nessuno li considera, sono “invisibili” e privati della dignità di esseri umani.Forse è difficile ricordare a tutti che nel primo capitolo della Genesi, il Creatore dell’uomo lo fece, qualunque sia la traduzione del testo originale, “a sua immagine e somiglianza”, cioè in ogni uomo e donna il Creatore rispecchia se stesso, da cui discende il comandamento che riguarda anche “l’amare il prossimo come se stesso”. Quanto si è lontani dal cristianesimo e dal cattolicesimo quando si è ciechi verso il prossimo anche se si sbandierano crocette, immaginette e Rosari mai usati e si biascicano preghiere a cui non si pensa, ma non si fanno le opere che il Maestro ha indicato.
Aspettiamo che presto don Roberto Malgesini verrà proclamato come “testimone della Fede e della Carità perché i suoi poveri già pregano che dal Cielo continui la sua missione.
