Una strage di civili con morti che già superano i duecento e oltre un migliaio di feriti di cui almeno un centinaio non supereranno forse un altro giorno, e decine e decine di palazzi distrutti e distrutte tutte le strutture portuale ci dicono della empietà di questo attacco che insanguina tutto il popolo libanese.
Certamente il deposito di ammonio nitrato non era in condizione di sicurezza, ma non è esploso per questo. E’ esploso perché qualche stato vicino, che da giorni ha in più punti del territorio libanese sorvolato il Libano, ha voluto togliere a milizie locali, un arma utile a i suoi nemici, che ha fatto crescere ricorrendo al detto “uccidi i tuoi nemici senza pietà e potrai dominare “.
Quante stragi nei territori palestinesi, quanti giovani e ragazzini messi in carcere perché amano la loro terra, quanti recenti bombardamenti in Siria che hanno causato tante morti innocenti, e non lontano le “misteriose esplosioni “ in Iran di centri strategici che hanno fatto un elevato numero di morti fra gli addetti.
Chi sa perché, ci ricorda la storia della Germania hitleriana con le sue occupazioni violente e con le sue uccisioni prima degli oppositori e poi dei diversi per razza e religione.
Ma la storia ha visto alla fine che chi aveva impunemente occupato, torturato e ucciso, e alla fine è stato a sua volta colpito.
Ora il Libano ha bisogno che tutta l’Europa accorra al suo fianco coordinando aiuti sanitari ed economici nell’emergenza e aiutandolo nella ricostruzione di Beirut. Ma questo non basta se non si rimette in piedi un tavolo di trattative che stabilizzi una volta per tutte le rivendicazioni delle parti su i territori contesi.
Occorre che ONU e Libano e Stati Arabi creino una commissione di inchiesta per determinare chi è il colpevole di questa strage per individuare e fermare gli attentati a distanza, che la tecnologia attuale permette, attentati che potrebbero colpire anche l?europa.
