C’è stato chi ha definito l’intellettuale da salotto, come una mosca che sale sul cocchio della storia per guidarlo, ma una mosca non può guidare i cavalli del cocchio, sono loro che trascinano, la mosca è solo trascinata e un tafano sa solo succhiare il sangue dei cavalli.
Per fortuna che vi sono veri intellettuali che non siedono ostentatamente sul cocchio, ma vogliono capire perché i cavalli vanno in questa o altra direzione e si fanno cavalli per capire i cavalli.
Questi intellettuali veri, scrutatori del passato per capire il presente, hanno della storia il concetto “rivoluzionario” che la storia non è fatta dai “Cesari “ di turno ma dai piccoli invisibili uomini comuni. Quelli che quando muoiono nessuno ricorda, che vengono considerati numeri senza valore che possono sudare sangue per lavorare per un boccone di pane, insomma carne da macello da sfruttare in guerra o nelle epidemie o nelle fabbriche, nelle miniere. Una nullità !
Per queste “nullità” non ci sono statue che li ricordano se non eccezionalmente per eccidi di massa, ma vi sono libri che scrittori folli osano ricordare e descriverne le sofferenze, come Tolstoi, Dickens ecc.. Così si mostra la differenza fra “statue” e “libri”.e la risposta che chi abbatte le statue chiede giustizia e chi brucia i libri nega pietà e vuole coprire il pensiero avverso che lo accusa.
L’abbattimento di statue o di simboli vari da parte del popolo non ha nulla a che fare con la “damnatio memeriae” dei romani che era fatta da chi prendeva il potere contro chi lo aveva preceduto. Il popolo, gli uomini e le donne e i giovani invisibili, non lo fanno per il potere ma per richiedere una giustizia negata, per poter sopravvivere in una società ingiusta che li opprime e gli sfrutta.
E' un grido di aiuto che lanciano al potere economico e politico. Se questo potere sa comprendere dando una migliore giustizia sociale, allora le società crescono per un futuro di progresso, altrimenti il grido si trasformerà in una rivoluzione violenta che vedrà sangue, sangue innocente e una regressione socio economica in cui i potenti e le mosche cocchiere ne beneficeranno, ma non per molto.
E’ un buon segnale vedere abbattere statue erette da potenti, amici di chi è rappresentato nella statua, che nella rappresentazione statuaria o nei dipinti vogliono immortalare e ricordare e esaltare la crudeltà che ha portato dolore e morte nel popolo soggetto.
IL PENSIERO POLITICO CHE NON TIENE CONTO DELLA ESPERIENZA STORICA E' SEMPRE FALLIMENTARE. Per una civile comunicazione i commenti sono graditi se riportati su sito o blog del commentatore per permettere ponderazione del commento.
