Sembra che 85mila persone hanno firmato un appello perché la scuola a settembre ritorni “in classe”. A giustificazione di questa richiesta citano la “didattica”, ma non sanno che cosa essa sia.
Sarebbe interessante vedere fra queste firme quanti sono gli insegnanti, i genitori, i nonni. Si perché l’assurdità di questa richiesta e come quella dei no vax: non ha basi scientifiche ma solo interessi personali che non riguardano gli alunni.
Gli insegnanti italiani sono circa 850mila più altri 80mila circa delle scuole private.
Occorrerebbe per prima cosa sentire loro cosa dicono, perché sono loro che creano la didattica, non certo i banchi o le aule o le lavagne.
E’ evidente che esistono due gradi delle scuole pubbliche: dalle materne alla quinta elementare, dalle medie alle superiori.
Il primo gruppo di scolari sia per età, sia per sicurezza, sia per legame affettivo, hanno bisogno della presenza fisica degli insegnanti, di essere custoditi in aule che sostituiscono le pareti di casa.
Ma già a dieci-undici anni il discorso cambia, come tutti gli psicologi dell’infanzia convengono.
Ma se lo scolaro ha già la capacità di seguire una lezione sul tablet o lo smartphone, che la maggior parte di essi già possiede, ha parzialmente la capacità di gestire la sua vita in casa da solo.
Molti sono i genitori, in particolare le madri che dovranno ritornare al lavoro non impiegatizio e quindi occorrerà per questi alunni ritornare nelle aule, non per una ragione didattica ma per una necessità sociale.
Un numero però consistente di alunni se hanno i genitori impegnati nello smartwork potranno rimanere a casa rafforzandosi così il legame famigliare, oggi molto appannato, ed avere lezioni in e-learning che li prepareranno meglio per le scuole superiori. Ai Presidi e agli insegnanti il compito di gestire e sperimentare questo modo di fare scuola.
Infine i giovani delle superiori potranno seguire le lezioni sul web alternando tre giorni da casa e tre giorni a scuola, con turni diversificati per laboratori e materie pratiche e per gli esercizi fisici e per il rapporto sociale.
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