Powered By Blogger

Translate

venerdì 15 maggio 2020

#politica #Curdi Non dimentichiamo Eddi Marcuzzi.

Non dimentichiamo Eddi Marcuzzi.

    Non ci dimentichiamo di Maria Edgarda Marcuzzi, giovane ragazza italiana che è stata combattente italiana accanto ai Curdi. Da oltre un mese è scattata per lei la misura di sorveglianza speciale in “ragione della pericolosità sociale” maturata con l’apprendimento delle armi.

    Non siamo no Tav, perché siamo per il progresso e lo sviluppo non solo della rete web, ma anche della rete autostradale che permette di portare benessere attraverso scambi più facili fra i vari punti del nostro paese. Questa nostra non è un ideologia ma il racconto della storia che ci ha insegnato che quando si costruiscono strade (vedi non solo i romani ma anche altri popoli) i rapporti sociali aumentano e portano pace e progresso.
    Ma siamo con Eddi Marcuzzi combattente a fianco i Curdi, un popolo in lunga lotta per il riconoscimento di una propria nazione che non è certo quella del Kurdistan.
    Obbiettivamente ricordiamo che i combattenti curdi erano di fatto alleati dell’Italia, visto che l’Italia aveva il compito internazionale di addestrare le truppe curde al combattimento, che le norme del provvedimento sono un poco troppo antiche e rispecchiano fattispecie legate a situazioni internazionali ben diverse. Inoltre i Curdi e il loro esercito combattevano contro l’Isis, formazioni terroristiche internazionalmente condannate.
Forza Eddi, siamo con te e con i Curdi e ci auguriamo che eventuali ricorsi contro le misure a te inflitte possano cadere perché la tua partecipazione ad un esercito alleato dovrebbe essere considerata in base art 11,primo comma, della Costituzione, “secondo le norme del diritto internazionale”.