Abbiamo superato in tutte le regioni le tre o quattro settimane di “resto a casa”. Scelta giusta e da rispettare ancora, ma tenendo anche conto delle necessità fisiche degli esseri umani.
Senza andare a scomodare testi scientifici di fisiologia,vediamo ad esempio le piantine che teniamo dentro casa e quelle che teniamo sul balcone, non solo la differenza esistente, ma se portiamo dentro casa una piantina del balcone e poniamo sul balcone una piantina di dentro casa, dopo una settimana cominciamo a vederne gli effetti al punto che dopo due settimane o le rimettiamo dove stavano o le avremo perdute.
Così e per noi esseri umani. La luminosità della casa è minore rispetto alla luminosità esterna, non in tutte le case si pratica il ricambio dell’aria aprendo le finestre delle stanze, l’esposizione alla luce solare è fondamentale per il nostro corpo e riducendola sorgono man mano problemi vari sulle sintesi organiche che il nostro corpo compie continuamente.
Anche in previsione del prolungamento dell’isolamento, occorre ragionare su un sistema proponibile di uscita giornaliera, Ci sembra che possa seguirsi in parte le indicazioni del Governo: un limite di tempo (un ora), un limite di spazio( due km in linea d’aria da casa), un foglio-permesso dove si indica orario di uscita, percorso da fare e/o per chi ha smartphone un app dove scrivere questi dati che potranno essere statisticamente rilevati per evitare assembramenti.
