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lunedì 30 marzo 2020

#politica #mondo @Democratici Usa per la Presidenza.

Anche se non potranno proseguire le primarie dei democratici per il coronavirus, i risultati riportati dai vari candidati fanno sperare fondatamente che il prossimo presidente sia un democratico. Infatti i voti ai candidati democratici sono venute da gruppi sociali diversi ma che rappresentano  complessivamente la parte maggioritaria della popolazione americana.
Non accadeva con i Clinton ed è accaduto solo alla prima elezioni di Obama.
     Le ragioni di questo successo si basano sia sulla varietà dei candidati democratici, e quindi sui plurimi problemi sociali denunciati, che sono sentiti ormai dalla maggior parte della popolazione Usa.
     Sanders ha il merito di averle riassunte nel suo programma: la sanità pubblica, l’ambiente e la qualità dei cibi, i livelli salariali bassi, l’instabilità lavorativa, temi ormai sentiti anche da interi settori di elettori repubblicani.
    Sanders ha presentato a differenza degli altri candidati qualcosa che spaventa molti elettori sia repubblicani sia democratici: in politica internazionale la visione di Sanders è per la politica della trattativa, del rispetto della sovranità dei vari stati, per un ricorso all’azione militare solo se aggrediti. Politica internazionale che Obama ha cercato di introdurre perdendo consenso anche fra i leader democratici, perché la politica internazionale americana è dettata dai gruppi finanziari e dalle grandi imprese miliardarie che dominano i mercati.
      Ecco spiegato come proprio Biden, rilanciato da Obama, trovi un consenso esteso che passa pure su settori repubblicani che sentono la necessità di risolvere i problemi interni. E Biden  non presenta innovazioni nella politica internazionale, richiamandosi alla politica internazionale abituale che cancella  le improvvisazioni e le contraddizioni dell’attuale Presidente Trump che rendono ostili tanti mercati.
      Una alleanza di successo Biden-Sanders , benedetta da Obama e da Nency Pelosi, basata su un programma concordato di inizio riforme interne e su una normalizzazione dei rapporti internazionali,  renderebbe sicuro il successo alle presidenziali e permetterebbe a Sanders di avere una presenza nella azione di governo di Biden.