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lunedì 4 novembre 2019

#tecnica#politica Se @Internet è un Farwest, non cresce la società umana.

       In questi giorni si è aperto un dibattito sulla proposta di Luigi Marattin di identificare chi apre un profilo social. Un dibattito che riguarda il web, ma non costruito con criteri informatici oggettivi ma con valutazioni e proposte fra soggettività, ideologie varie, interessi economici diversi grandi e piccoli.

       Ma il web vive su algoritmi e necessita di proposte che abbiano una logica verificata e indichino le conseguenze o i risultati ottenibili e se tali risultati possono risolvere i problemi posti. Senza grandi pretese poniamo alcuni dei grandi problemi che la crescita degli utenti comporta.
       Primo grande problema: la presenza di account gestiti da macchine per influenzare l’opinione dei naviganti sia per incidere sulle opinioni politiche, sia  per indirizzare verso consumi commerciali  o distogliere da determinati consumi o idee.
       Alle spalle dei gestori di queste macchine vi sono dati ricavati da altre macchine o acquisiti da agenzie specializzate che ci dicono gusti, consumi, preferenze e paure, immagini simpatiche o antipatiche, parole preferite e parole odiate, fantasmi economici e fantasie politiche, sogni e realtà. Dati ricavati dal navigare nel web da milioni di soggetti dei vari paesi.
      Ora è impossibile pensare che si possa impedire questa raccolta di dati ormai presenti in ogni espressione economica o sociale (pensare ai supermercati e le tessere dei punti) perché è un aspetto della grande macchina del web.
      Rimane la variabile dei falsi account che si può regolare attraverso l’identificazione del soggetto che la crea. Come accertarsi della esistenza dell’accounttista? Più semplice è il sistema identificativo più sarà capace di impedire i falsi account, esempio: codice fiscale e telefono intestato al richiedente.

     Secondo grande problema: insulti ed aggressioni verbali, notizie false, diffamazioni,  provenienti da account, blog, siti ecc.. Una delle motivazioni che portano persone normalissime o apparentemente normali ad essere nel web insultatori o aggressori, è dato dalla possibilità di essere non identificato nel nichname usato, ma solo dopo indagini della polizia postale, con tempi lunghi, sprechi di risorse ecc..
      Dati statistici su questi comportamenti, dimostrano che l’anonimato sia la causa principale; il detto “tira il sasso e nascondi la mano” o il gioco dello “schiaffo del soldato” o le lettere anonime erano l’espressione di questa degenerazione mentale prima della comparsa del web.
Ecco allora come l’identificazione del soggetto già nel nichname è un grande freno all’insulto, alla diffamazione, alle minacce, poiché queste azioni sono perseguibili penalmente.
     La difesa della “privacy” individuale, tanto per essere chiari, non ha nulla a che fare con l’anonimato, anzi l’anonimato è il nemico della “privacy” perché è il grimaldello che la rende pubblica.

     Terzo grande problema: il Web è supernazionale, e quindi la regolamentazione nazionale non impedisce che si risolvano in toto i due problemi sopra esposti con leggi nazionali.
     Alla Unione Europea il compito di una regolamentazione che estenda quella nazionale, ma non fondata su ideologie che non risolvono i problemi, ma anzi li aggravano, ma su analisi e soluzioni compatibili con la risoluzione dei due problemi sovra esposti espressi da informatici di varie branche
     Bisognerà che partendo da algoritmi elementari come il Massimo Comune Denominatore e simili, chi vuole la soluzione vera di questi problemi verifichi le conseguenze dei provvedimenti basandosi su dati statistici esistenti e verifichi che le soluzioni ottenute siano ampiamente  risolventi.