La documentata denuncia del giornalista di Avvenire sulla presenza in Italia di un pluriricercato internazionale quale Habdarahman al Milad detto Bija, in più trattative con Organizzazioni Europee e rappresentanti di alcuni stati europei e rappresentanti italiani, fa sorgere non solo problemi morali ma anche responsabilità penali per i partecipanti italiani a questi incontri, per chi li ha autorizzati, per chi ha dato un guardia coste e i soldi a Bija e alla sua tribù:
Bija e la sua tribù combattono nell’esercito di Al Sarraj, garantiscono che i campi petroliferi dell’Eni e di altre compagnie non vengano toccati, hanno l’autorizzazione di sparare sulle navi ong e su eventuali navi di soccorso migranti, ricevono una messe di soldi dall’Italia e da altri stati europei, hanno l’appoggio e l’addestramento italiano a disposizione anche nel corso della guerra contro Haftar, ed in più come conferma il generale italiano che guida il corpo italiano presente in Libia, collabora a dare informazioni militari grazie alla nave appoggio satellitare.
Ora dobbiamo distinguere le responsabilità dei governi che hanno organizzato questa serie di incontri con Bija sapendo chi era e dei crimini da lui commessi anche nei confronti del Parlamento Europeo che non ne era a conoscenza, e le responsabilità dei dirigenti e politici italiani che erano stati informati dai servizi su chi era Bija rappresentante di Al Saddj.
Siamo certi che la Procura di Roma venuta a conoscenza dalla denuncia di Avvenire sui fatti, aprirà un inchiesta per i reati che si configurano già adesso: finanziamento a gruppi di criminali; mancata arresto di un indagato dall’Onu per traffico di esseri umani, torture e sevizie, uccisioni di migranti; aver dato accesso a dati riservati relativi all’ordine pubblico in Italia.
Se si vuole sapere dove si trova attualmente Bija e la sua motovedetta, basta chiederlo al generale Cavicchioli che grazie alla nave appoggio satellitare può rintracciarla istantaneamente. o all’Eni che utilizza le sue milizie tribali per la difesa dei campi petroliferi.Appare quindi un indagine complicata con più attori ma dovuto.
Sembra quasi una copia moderna della trattativa Stato Mafia che magistrati coraggiosi stanno portando avanti e in cui Dell’Utri è indagato e Berlusconi è stato chiamato come testimone.
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