La presunzione di Casaleggio.
Sembra che Davide Casaleggio abbia giustificato il suo intervento alla Assemblea dell’ONU dicendo : “che l’Italia sia leader sui diritti digitali “. Una frase da grande effetto, simile a quella di Salvini “prima gli italiani”. Ma entrambe non vere, come per Salvini dimostrano i dati risultanti al Ministero degli Interni e per Casaleggio lo scarso apprezzamento di mercato per la sua azienda Rousseau.
Di certo l’ambigua figura di politico e imprenditore non giova molto alla Casaleggio associati. Una azienda padrona di un partito, M5S che per vivere si appoggia al contributo forzato dei suoi deputati è esattamente l’inverso dell’azienda fiorente che ha suoi deputati nel Parlamento e che ne finanzia il Partito. Pensare che Casaleggio possa rappresentare e dare indicazioni sullo sviluppo dei diritti digitali in Italia è come sentire un avventore di un bar sproloquiare sulla sua squadra di calcio.
No egregio imprenditore Casaleggio, pensi alla navigazione della sua azienda nel mercato dell’informatica e smetta di legare a se un partito che ha avuto successo solo per le rappresentazioni teatrali di Grillo. Ceda la proprietà del Movimento Cinquestelle ai deputati eletti ed abbia il coraggio di fare solo l’imprenditore.
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