come in una commedia all'italiana di Sordi o di Gasman, per i suoi interessi personali e per avere anche con violenza un “posto” di successo da cui può “fregare” gli altri.
Ma come sempre accade la troppa ingordigia lo ha fatto cadere dal vertice raggiunto e lo riporta a quella mediocrità in cui l’apprezzamento è conservato da gente come lui, che in lui si identifica. Sembra quasi il personaggio Bruno(Vittorio Gasman) nel “Il sorpasso”, mentre nel personaggio Roberto che per seguirlo morirà, sono bene rappresentati i suoi votanti, che non moriranno ma rimarranno dimenticati, mentre Bruno (Salvini) sopravviverà per continuare la sua vita recitata e vuota.
Le varie inchieste che si addensano sul suo capo non sono persecuzioni politiche, ma violazioni di legge commesse con la noncuranza di chi non crede in nulla e agisce solo per fini di successo personale. La sua sbandierata religiosità elettorale, sempre di più apparirà come la religiosità, che abbiamo conosciuto di alcuni capi mafia.
Cercherà di ritornare con la Lega, che ha trasformato per suo uso e consumo, sotto l’ala di Forza Italia, perché ha bisogno dell’aiuto politico ed economico di Berlusconi da cui aveva divorziato.
Ma già si affaccia in questo nuovo equilibrio un vero uomo politico, Maroni che in anni passati ha permesso alla Lega di crescere stabilmente in Lombardia e Veneto.
