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mercoledì 18 settembre 2019

#mondo la @Libia di Al Sarraj, della@Turchia, dei @fondamentalisti islamici

Il Governo Conte deve decidere se la missione italiana in Libia debba continuare o essere sospesa. Infatti la missione per sostenere il Governo di Al Sarraj è diventata a poco a poco una missione di sostegno informativo, consulenza e addestramento di un esercito che combatte contro un altro esercito libico fomentando così la guerra civile in corso.

I guardia coste libici sono ormai usati come navi da combattimento contro l’altro esercito. Non solo, ma l’invio di armi e di ex combattenti e capi militari dell’Isis da parte della Turchia creano il pericolo di nuclei del fondamentalismo islamico in Libia che oggi affiancano il Governo di Al Sarraj. L’ultimo messaggio di Al Baghdadi lo conferma.
La capace Angela Merkel ieri a denunciato la nascita di una nuova situazione siriana in Libia.
L’intervista del generale Cavicchioli spiega bene come la nostra missione militare intervenga nel conflitto sostenendo l’esercito di Al Sarraj.
 Una missione che non può non accorgersi dell’arrivo di navi che scaricano armi leggere e pesanti, che portano gruppi di persone provenienti dalla Turchia, così come non può non sapere del traffico di uomini e donne migranti e del relativo lucroso commercio umano gestito da bande criminali libiche e milizie locali con il coinvolgimento degli organi amministrativi del Governo Al Sarraj.
Il Parlamento italiano deve leggere la relazione dall’ONU e dalla Corte Penale dell’Aia pubblicata in parte dal giornale Avvenire che ci spiegano come è il commercio dei migranti: alcuni vengono presi in carico dagli scafisti che provvedono a toglierli i denari che hanno promettendoli di mandarli in Italia. Partono poi le motovedette libiche li prendono e li riportano indietro e vengono rinchiusi ormai privi di ogni avere negli orrendi campi di detenzione e da qui venduti ai trafficanti di schiavi che li portano a lavorare in villaggi e zone interne fino alla loro fine per fame e stenti.
Non si può più considerare la missione italiana come sostegno ad un Governo democratico ma solo come un appoggio militare, mai votato dal Parlamento Italiano, alle milizie di Al Sarraj in una guerra fratricida che si fa sempre più sanguinosa e che porta all’insediamento di gruppi di combattenti Isis sul territorio Libico.
La sopravvivenza di una fascia di acque internazionali anomala imposta da Geddafi dimostra l’incapacità di contrattazione dei Ministri degli Interni, Minniti e Salvini.
Il Governo italiano deve assumere insieme all’Europa della Merkel  una nuova posizioni ritirando il contingente militare presente e operare per una composizione del conflitto cominciando a riportare i limiti acque territoriali libiche alle misure internazionali, a bloccare i rifornimenti di armi e di combattenti dalla Turchia, e promuovere una lotta ai gruppi islamici fondamentalisti dell’Isis presenti in Libia, a gestire direttamente i campi profughi in Libia.
Solo a queste condizioni si possono siglare accordi di sviluppo e pacificazione.
Invitiamo a leggere altro nostro post che riporta una relazione Ministero Difesa del 2017 in Libia.