I fatti avvenuti in queste ultime settimane dimostrano che nel sistema giudiziario italiano è presente una grave lacuna: la certezza della pena con le sue conseguenze.
La
“Certezza della pena” si basa su concreti elementi:
-
un numero di case carcerarie adeguato al numero dei condannati;
-
un adeguata presenza del corpo delle guardie carcerarie e della loro
preparazione;
-
l’eliminazione degli elementi di riduzione della pena e di permessi
che contrastano con la pena adeguata al reato;
-
la possibilità di vivere umanamente nel carcere accompagnato da un
percorso lavorativo che dia la possibilità di una espiazione vera
che prepari ad un mestiere post pena;
-
la necessità che le case carcerarie siano specializzate per i vari tipi di crimini al fine che le carceri non diventino scuole per il delinquere e cessi il controllo reale del carcere da parte delle bande criminali più forti;
- la necessità che i reati gravi commessi dai minori siano sanzionati con una gravità proporzionale al reato
Sono
troppi gli episodi in cui la pena viene ridotta per motivi che nulla
hanno di legame con il crimine commesso e la pena erogata.
Sono
troppi parimenti gli episodi che dimostrano come nei carceri super
affollati, non comandino più le guardie carcerarie ma bande dei
peggiori criminali, cosa dimostrata anche purtroppo dall’alto
numero di suicidi.
Sono
troppi gli episodi che la immotivata riduzione della pena portano il
ritorno a commettere reati da parte dei beneficati.
Falso
è il presupposto che risparmiare sulla costruzione di nuove case
carcerarie sia utile allo Stato così come non reintegrare i corpi di
custodia. Infatti in questi casi, lo Stato e la collettività tutta
perdono in sicurezza individuale, una umana rinascita del condannato, attraverso
l’espiazione della pena, la crescita di una criminalità irridente
delle leggi.
Ci
auguriamo che questo Governo Conte sappia prendere decisioni
risolutive in materia, aiutando la crescita del senso di sicurezza
fra i cittadini.
