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giovedì 15 agosto 2019

#politica#partiti -Bravo il @PD in questo difficile momento !

L’azione di Zingaretti, molto bravo a mantenere l’unità interna di correnti diverse in questo grave momento e la linea di attacco spregiudicata di Renzi che manda all’aria le  pretese salviniane, la proposta intelligente di Bettini di un governo di programma e la comprensione ampia del Partito sulla gravità della situazione hanno già sortito un effetto: la proposta contraddittoria di Salvini di accettare la riduzione dei parlamentari e poi andare subito al voto, proposta respinta dai Cinquestelle che ora gli chiedano di ritirare la sfiducia a Conte.

Può darsi che Salvini dopo il rigetto del Senato della sfiducia a Conte  accetti le condizioni dei Cinquestelle per rimanere al governo pur di non abbandonare la poltrona di ministro degli interni e garantirsi un immunità per i guai giudiziari che stanno per abbattersi su di lui,
 Il momento politico che l’Italia attraversa è uno dei più gravi della sua storia repubblicana. Il Governo giallo verde ha fallito e Salvini, compare delle decisioni governative, ha saputo scaricare tutte le colpe su Di Maio e soci, i quali hanno sostenuto Salvini nei suoi peggiori atteggiamenti e decisioni antidemocratiche e lesive di leggi vigenti.
Nei due rami del Parlamento il Movimento Cinquestelle ha il maggior numero di seggi, ma non una maggioranza relativa. Per governare ha bisogno di allearsi con un altro gruppo che fino ad ora è stata la Lega.
Se questo matrimonio si scioglie il PD ha la forza necessaria per proporre la formazione di un governo non guidato dai Cinquestelle, ma scelto da PD e M5S, con un programma che permetta o di sistemare i bilanci dello stato e i rapporti con la UE o di avere un programma di cose da fare accettabile dai due partiti da fare durare tutta la legislatura.
Chiudersi come fa il buon Calenda in una visione non politica della situazione, e sterile non solo al PD ma danneggia l’Italia in maniera dolorosa sia per l’economia, sia per i rapporti internazionali e la UE, sia per gli scontri fisici di piazza fra estremisti della Lega e oppositori di più tendenze contrari.
Per un Governo di transizione e/o di proseguimento di legislatura, oltre all’appoggio dei “cinquestelle” occorre l’apporto di voti che solo il PD sembra in grado di dare.
Ma un Governo di transizione non vuol dire che sia un governo dei grillini. 
Anzi dovrà essere un Governo senza i partiti che lo sostengono.
Vuol dire che è un governo che traccia una serie di obiettivi su vari settori che hanno bisogno di interventi urgenti:  la difesa delle classi più colpite dalla crisi economica e tecnica, una soluzione a breve e medio termine del problema migratorio, il rilancio e qualificazione produttiva; problemi che potrebbero essere comuni ai due gruppi parlamentari. 
Pretese diverse non sono accettabili.
Il ritorno al voto sarebbe in caso di mancato accordo l’unica via da perseguire e i più danneggiati elettoralmente sarebbero i Cinquestelle, oltre che l’Italia onesta che lavora e paga le tasse.