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lunedì 19 agosto 2019

#politica#migrazioni#Italia -@Nordisti che sono venuti dal sud

In Lombardia e Veneto circa il 60 % della popolazione è di origine meridionale. Fin dalla fine della guerra è cominciato lo spostamento di uomini e donne del sud verso il Piemonte, la Lombardia e il Veneto, uno spostamento accelerato negli anni della ricostruzione industriale del nord e proseguito poi in maniera costante fino ai nostri giorni.

Una migrazione che anche poeti cantanti come Sergio Endrigo ed altri hanno ricordato con canzoni realistiche di questa migrazione.
I più anziani hanno visto le mani di quei migranti martoriate dal lavoro di piantare ortaggi nei freddi inverni, per poter mangiare un pezzo di pane e mettere i soldi da parte per portare la propria famiglia da paesi senza speranza del sud, nelle città del nord.
E chi non ricorda come le persone nate al nord chiamassero con disprezzo man mano attenuatosi, “terroni” questi migranti poveri, che parlavano un dialetto incomprensibile e guardavano con desiderio le donne.
Disprezzo ingiustificato perché le popolazioni residenti in queste regioni si erano già mischiate in particolare nel XVIII° e XIX° secolo con le migrazioni disperate dei reduci della grande armata napoleonica in disfatta, con austriaci ed ungheresi scesi dai loro paesi con gli eserciti di questi regni.
Oggi una parte degli eredi della grande migrazione dal sud sembrano essere i più feroci contestatori e persecutori dei migranti di altre etnie venuti a guadagnarsi il pane nelle regioni che hanno un più alto commerci per la situazione geo politica locale.
Non si ricordano più dei loro bisnonni e dei loro nonni, dei loro padri, venuti per fame dal sud e spesso si inventano la caccia all’emigrato pensando di difendere la loro piccola ricchezza acquisita con sofferenza e fatica, minacciata realmente non dagli stranieri ma da una produzione commerciale che distrugge il territorio e lo avvelena, da un frazionamento di attività medio piccole, facile infiltrazione ai grandi capitali mafiosi e al loro controllo territoriale, da una evasione fiscale e spesso da una adulterazione  dei prodotti alimentari.
La vera ricchezza di un paese è la presenza di braccia e di cervelli dediti al lavoro e di una presenza stimolatrice dello Stato nei suoi vari aspetti e di uno sviluppo tecnologico che permetta a tutti di lavorare, e dalla formazione di un capitale nazionale e da una redistribuzione proporzionale e garantista del reddito.