Siamo rimasti sconcertati dall’abondante fuga di notizie parziali su pezzi processuali di indagini, per i quali la Procura avrebbe dovuto avviare un indagine alla ricerca di chi, o coloro, che se ne rendano responsabili anche se fossero operatori del Tribunale o della Procura, in specie in una indagine che alimenta infondate speculazioni politiche da parte di alcuni partiti.
Nell’ambito di una trasmissione televisiva si sono viste pagine dell’inchiesta dove fra i vari reati si ipotizzava il reato “ lunga durata delle sedute di un neuropsichiatra” e la “sua parziale competenza della materia”.
Non ci risulta che la durata di una seduta di uno specialista si possa considerare reato anzi questo elemento è considerato come segno di accuratezza della visita.
E le considerazioni sulla parziale competenza della materia sono del tutto prive di validità se non vengono suffragate da dichiarazioni documentate, non da chi svolge l’indagine ma da altri specialisti e dal curriculum del soggetto indagato. In particolare ricordiamo che il prof. Foti da oltre 30 anni esercita la sua professione.
E analogamente riteniamo non rientrare in nessuna categoria di reato, aver pagato un consulente 180 euro, quando una visita a pagamento di uno specialista di una ASL, è pari o inferiore di poco; se poi la visita avviene in una clinica privata il prezzo si aggira sui 250-300 euro.
Il rispetto delle norme giuridiche penali e processuali devono essere la strada maestra del magistrato.
Circa il problema dell’affidamento è uno dei problemi più difficili e dolorosi che il Magistrato dei Minori deve affrontare e la gestione delle adozioni ha sempre avuto molte ombre in tutte le epoche perché rimane difficile da risolvere socialmente e teoricamente.
Per Riace il discorso vede gravi lesioni del diritto nella disposizione di divieto di residenza a Riace, del sig. Mimmo Lucano. Qui vi è una responsabilità giuridica di chi ha prorogato il divieto dopo un anno di indagini svolte. E’ un provvedimento che si assume nei casi gravi di persone mafiose che possono intimidire testimoni e organi statali. Sarebbe interessante sapere quanti divieti di residenza sono state comminate a capo mafia, giudicati per gravi reati in questi ultimi anni, per capire il perché del persistere del divieto ad un soggetto che di certo non è legato a nessuna famiglia mafiosa o criminale.
