Lo avete mai sentito dire che bisogna impedire che avvenga un crimine con la prevenzione? No!
Non arriva a capire che è più importante che non ci sia il morto, il furto, lo stupro, il pizzo, piuttosto che ci sia la pena. Quando arriva la pena c’è già chi piange per il morto, il furto, lo stupro, il pizzo.
Non è vero che la pena, neanche la pena di morte, America e Inghilterra lo hanno sperimentato, frena la criminalità, così come non la frena armare le persone. Il criminale, qualunque sia la ragione che lo muove, sa quello che può perdere ma non lo teme e per fare paura cresce nella sua azione criminale.
Il problema fondamentale per un vero Ministro degli Interni è quello di prevenire il crimine, adottando tutte quelle misure che oggi la tecnica gli mette a disposizione creando una rete di informazioni e controlli sulla criminalità organizzata che permetta di fermarla prima che avvenga il crimine.
Il caso della città di Napoli, ma anche quello di tante altre città e territori in tutta Italia, è la dimostrazione che il ministro Salvini non funziona. Napoli è nelle mani di bande camorristiche che controllano l’intero territorio e anche i carceri. Non sono spaventati dalla galera, neanche di quella a vita, perché la ricchezza che possono conquistare con la loro azione ha un aggio superiore al rischio.
E i poveri onesti cittadini, abitanti e imprenditori, da chi sono tutelati prima ? Che ha fatto il ministro, da quando è stato nominato. per impedire che chi rispetta la legge possa essere colpito dalla violenza a Napoli e nelle altre città e territori ? Nulla e i cittadini cadono sempre di più in balia delle varie bande.
Altro che caccia agli stranieri, sig, Salvini, la caccia deve essere fatta alla criminalità organizzata prevedendo e smantellando le organizzazioni, riacquistando il controllo di quartieri o intere città, prevenendo il crimine evitando che ci siano vittime e non piangendole poi.
Le ricordiamo un detto vetusto: “facimmo la faccia feroce” e poi chi lo diceva scappava.
Ma la gente comune che lavora e stenta a vivere rideva sulla inutile sceneggiata.
