Non vogliamo parlare del libro di Cristian Rocca “Chiudiamo internet la trappola in cui siamo finiti” perché non lo abbiamo letto. Parleremo invece di internet che conosciamo: un nuovo modo di essere trasportati nello spazio e nel tempo, di comunicare e conoscere le opinioni nostre e altrui,
di aumentare la velocità delle scoperte scientifiche,
di viaggiare e conoscere il mondo, di una possibilità maggiore di leggere documenti antichi e libri antichi e moderni, di avere una fonte continua di conoscenza su tutti i temi.
Ma purtroppo internet non è solo questo. Come tutte le strade materiali del mondo, internet ha i suoi banditi, che preparano agguati per i più inesperti, che provano a modificare e falsificare le notizie per tanti scopi, da quelli commerciali a quelli politici, insomma un lungo elenco di crimini che si possono commettere con l’utilizzo di internet.
Ci spaventa questo quadro di pericoli? Il vero spavento è che sono tante le persone che vedono più le negatività che le positività. Ma chi si spaventa ha già perso tutto ed è condannato a sottostare al male.
Quale è la strada che dobbiamo percorrere per poter fare prevalere le positività di internet sulle negatività?
Per prima cosa dobbiamo rinunciare alla decantata “individuale riservatezza”.
Chi vuole camminare sulle strade di internet deve essere sempre identificato.
L’account deve sempre corrispondere al nome vero del titolare; non ci si deve potere più nascondere dietro a parole occulte. E con l’identificazione deve corrispondere la responsabilità di quello che si scrive. Chi insulta deve poter essere riconosciuto e se l’insulto supera la correttezza della critica il suo autore deve essere escluso da internet. Con questa metodologia diventerà impossibile rientrare in internet con altro account come avviene adesso. Analogamente deve avvenire per chi immette informazioni false a scopi politici o commerciali o sociali. I motori di ricerca hanno la possibilità con codici di sicurezza, di verificare istantaneamente la veridicità dei nomi forniti per gli account e sull’esistenza del soggetto sottoscrittore.
Partendo da questi controlli una parte dei pericoli di queste stupende strade di internet vengono ristretti e nella maggior parte dei casi azzerati.
Le strade di internet verrebbero così rese più sicure ed utili.
E se vogliamo guardare anche alla parte dei problemi connessi con i diritti di autore, notiamo che essi hanno un difetto: la loro eccessività sono causa di una espansione del furto di questi diritti.
Poiché tutti hanno diritto di avere una retribuzione dal proprio lavoro, occorre stabilire tempi e entità certe della preservazione del diritto, ma contemporaneamente dare termini di tempo limitati e giustificati, variabili secondo il contenuto, per la loro utilizzazione. Ad esempio non è giustificato che per leggere più giornali si debba pagare esborsi astronomici, quando si potrebbe chiedere un unico esborso omnicomprensivo per la totalità di giornali e riviste, con vantaggio degli editori e dei lettori.
Demandare il compito del controllo e della responsabilità relativa ai grandi gestori della rete può permettere da un lato di evitare censure politiche e dall’altro permettere il controllo da parte dei singoli stati sulla gestione dei gestori.
Ecco quello che pensiamo su internet per un suo sempre maggiore e utile sviluppo.
IL PENSIERO POLITICO CHE NON TIENE CONTO DELLA ESPERIENZA STORICA E' SEMPRE FALLIMENTARE. Per una civile comunicazione i commenti sono graditi se riportati su sito o blog del commentatore per permettere ponderazione del commento.
