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lunedì 14 maggio 2018

#politica#partiti@insiemeconilpd ORA UNITI AL LAVORO

      Un paio di giorni fa, il noto rivoluzionario  Speranza, ha declamato che "è ora che il PD valuti le cause della sua sconfitta elettorale e la necessità di stare a sentire le proposte di LeU." Avrebbe dovuto invece pensare e valutare perché LeU
aveva attratto solo un 3%  mentre le previsioni li davano al 10% data la presenza di  Bersani, Boldrini e Grasso  e tanti altri compagni ben conosciuti nei territori; e il danno che lui e gli altri hanno portato al PD con la dissennata caccia a Renzi e a tutte le sue iniziative, senza nessun vantaggio per le loro idee. Misero spettacolo è Emiliano, che tende le braccia al futuro governo Lega 5Stelle, pronto a cambiare casacca.  Due estremi, quello di Speranza e quello di Emiliano le cui strade una sterilmente ideologica, l'altra di galleggiamento, che non tengono conto delle richieste e delle necessità, talora discordanti, dei cittadini,  perché " loro" non vivono in mezzo alla gente di tutti i giorni, sugli autobus, sulla metro, al mercato, ma solo in mezzo a persone che la pensano come loro..
      Oggi, sembra , che i dirigenti del PD hanno capito la lezione: " Uniti si vince" . E questo è un primo passo fondamentale; pochi hanno  fiducia di un partito in cui un dirigente dice "bianco" e un altro "nero", e si denigrano a vicenda.
      C'è il tempo per discutere, analizzare, e quello poi di preparare un programma, verificarlo possibilmente con algoritmi, poi farlo circolare non solo fra le sezioni, ma anche in mezzo alle mille organizzazioni territoriali fatte dai cittadini, che oggi esistono sia  nelle città urbane, come nelle piccole città, quali gruppi sportivi, gruppi musicali, gruppi informatici, gruppi paesaggistici, gruppi di genitori nelle scuole, gruppi degli anziani, gruppi di donne, gruppi di immigrati, e così via.   E' incredibile la proliferazione di tali piccole informali associazioni, segno di un bisogno di esprimersi e di cercare di realizzare obbiettivi che sono direttamente o indirettamente sociali. Ecco la rete da creare fra le sezioni e queste realtà associative, facendo incontri periodici, ascoltando, esaminando, trovando insieme, proposte di risposta a livello locale e nazionale alle necessità manifestate e giungere a fare intereagire fra loro questi gruppi, senza formalismi.
      Il vantaggio che ha ancora il PD è di avere un gruppo dirigente molto capace, giovane e non giovane, ma molto integrabile nella ricerca di programmi e soluzioni. e nella loro realizzazione. E poiché ognuno di noi si deve sperimentare anche nei posti di comando, una rotazione, per quanto possibile nelle cariche, a scadenza breve, rende la squadra più flessibile e capace di camminare unita.
      Cavalli di razza ve ne sono più che a sufficienza per tutti i ruoli, e nessuno deve essere umiliato o accusato di errore che può aver fatto, perché la responsabilità, piaccia o non piaccia, è di tutti. Un dirigente che dica "io lo avevo detto" è un frustrato  e non all'altezza di fare il dirigente e l'elettore gli domanderebbe "ma tu che hai fatto per evitarlo, quale contromisure  hai messo in atto per evitare i danni al PD ?".
      Avanti, avanti, allora,  unendo il socialismo storico italiano al socialismo laico dei cattolici, ma sempre con un partito unito in cui le decisioni prese a maggioranza, valgono per tutti.