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venerdì 13 aprile 2018

#politica#stampa@partitodemocratico@lega DI MAIO E SALVINI A CARTE SCOPERTE

      Finalmente le carte si sono scoperte.
      Di Maio e i 5 stelle continuano la pantomima  “solo Lega o solo PD”.

      Ma perché questa tiritera?
      Perché solo con Lega o solo con il PD, vogliono governare  i 5Stelle ?
      Perché questi partiti sarebbero una forza minoritaria che giustificherebbe l’assegnazione del capo di governo a Di Maio, e la conduzione della politica governativa sempre ai 5 Stelle. Insomma la coronazione del ritornello “Abbiamo vinto noi di 5Stelle”.
       Salvini sembra aver capito il gioco, la Meloni no.
       La Destra è forte se i tre partiti sono uniti, allora un alleanza con i 5 Stelle sarebbe un alleanza di forze alla pari, e  l’assegnazione a capo di governo si restringerebbe a figure di credibilità di statista e la politica governativa dovrebbe essere una conciliazione fra le promesse elettorali dei 5Stelle e della Destra Unita.
       E Berlusconi?,   Finalmente Berlusca sembra avere capito il ruolo di un vecchio di 83 anni, non più credibile come leader, ma utilissimo per la sua esperienza politica, che sa bene alzare la posta in gioco, facendo un duello di punzecchiate con DiMaio.    Così Di Maio è inchiodato su una giustificazione di cambiamento innovativo (che è nei programmi realizzabili e non in vuote parole), pur di non farsi sfuggire l’idea, (degna di uno scarso erede di Casaleggio e di un Grillo ormai stanco), di prendersi il potere dividendo la destra, allettandola ora con la spartizione avvenuta delle cariche Camera e Senato (altro che novità sembrano Craxi con Forlani!) e poi, dopo, con qualche ministero secondario e largheggiando con concessione di tantissimi sottosegretari.
      Salvini, che è un capace cervello, si è preso quanto più poteva per adesso, e temporeggia con la carta  del dire:  “Io sono pronto a trattare, ma senza che ci siano preclusioni dei 5Stelle”.
      Anche il PD, con Martina e Renzi, ha capito il gioco di  Di Maio.  “A chi ha vinto il compito di governare”.  Così punta a far tirare fuori i programmi governativi dei due partiti perché gli elettori tutti, possano vedere  l’abisso fra promesse elettorali e possibilità governative. Insomma rendere chiaro che le parole irriverenti e denunciatrici dei 5Stelle sono da avanspettacolo e la loro politica non ha niente di nuovo rispetto alla politica di sempre, anzi è peggio della politica di fine prima repubblica.
      Intanto emergono i risultati del governo uscente del PD, con la loro realtà largamente  positiva sia in campo economico, sia in campo sociale. Ci sono anche errori da correggere in vari campi, ma si possono fare le correzioni garantendo la vita economica e sociale acquisita del paese, con una metodologia che è stata ed è ancora del socialismo italiano e del cattolici progressisti di uno stato laico.
      Certo in questo gioco si inseriscono voci stonate di uomini salottieri della sinistra, il rumoreggiare di forze eversive di vario tipo, e dei pretesi soloni della critica politica o di solerti cambiacasacca ecc..
      Ma è tutto normale nella storia politica e non solo italiana.