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venerdì 13 aprile 2018

#politica#economia#europa#partitodemocratico OCSE E PATRIMONIALE

       Un mio vecchio amico mi ha mandato un articolo di economia che ritorna sul concetto della scuola di Keines.
      Io non credo che ormai si possa parlare in economia dicendo io sto con Keines o con Pareto, o con Marx o con Smith.
      Penso che oggi chi vuole studiare e parlare di economia debba effettuare ricerche sulle tante variabili di micro economia, e rilevare l’influenza duplice dei fenomeni di macro economia; quindi costruire tentativi di algoritmi che, sempre con maggiore approssimazione, ci possano indicare cosa fare e quali obbiettivi è possibile raggiungere.
      Mi stupisce questa raccomandazione dell’Ocse di vecchia scuola.
      Noi abbiamo un esempio interessante di dirigenza economica del mercato, attraverso l’azione della BCE guidata da un moderno economista, quale è Mario Draghi.
      Partiamo da questa esperienza e pensiamo: se i margini superiori dei guadagni delle grandi aziende italiane, (e logicamente straniere operanti con proprie succursali in Italia) fossero obbligatoriamente investiti in Bot di scadenza triennale o quinquennale, a nome e in proprietà degli investitori, lo Stato avrebbe a sua disposizione queste somme da investire in opere di interesse nazionale (reti stradali adeguate al sud, adeguamento dei bacini fluviali ecc) che creerebbero nuovi posti di lavoro e nuovi guadagni imprenditoriali.  Starà allo Stato, compatibilmente con i modelli macro nazionali, stabilire un flusso salariale garantito e adeguato all’espansione della domanda, come è stato con gli 80 euro renziani, e incentivare il lovoro a tempo indeterminato
       Come si vede vecchia e nuova economia si integrano, se si ragiona sui fatti riscontrati e riscontrabili e non su discussioni su strade preconcettuali.