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mercoledì 7 marzo 2018

#politica#elezioni2018ESAME RAGIONATO DEL VOTO-parte prima

      Un primo dato certo che emerge dalle elezioni politiche del 4 Marzo è la scomparsa di un vincolo religioso fra Partiti e Chiesa Cattolica. Già nelle elezioni del 2013
questo vincolo si era notevolmente attenuato, anche se molta parte dell'apparato della Chiesa sponsorizzavano Berlusconi e Forza Italia come forza conservatrice. In queste elezioni, i votanti non sentono alcun condizionamento religioso e questo è una cosa molto positiva, perché non si può realizzare una democrazia in un Paese, condizionandolo ad una religione. Gli esempi negativi nel mondo lo confermano.
      Il silenzio della Confindustria si è aggiunto a quello del Vaticano.La Confindustria, a differenza di tutte le precedenti votazioni italiane non ha sostenuto o consigliato o suggerito agli imprenditori italiani questo o quel partito. Le ragioni di questo silenzio sono semplici: il mercato globale non vuole situazioni di incertezza o instabilità nei mercati nazionali.
      Altro dato certo è che gli Italiani rifiutano l'estremismo. Gli scarsi voti ottenuti da Casapound, da Rifondazione Comunista, e simili lo confermano, a differenza di quanto è avvenuto in altri Stati europei nelle ultime tornate elettorali.
      E infine un altro dato certo è che gli Italiani hanno rifiutato ideologie vecchie e confuse come lo dimostrano gli scarsi voti ottenuti da Liberi e Uguali, anche se guidati da un nome sicuro come quello di Grasso.
     Infine le troppe e incomprensibili dispute interne al PD, la campagna vergognosa di discredito nei confronti di Renzi, sostenuta con notizie sempre negative nei suoi confronti anche se le iniziative erano salutari. Tutto è cominciato con il sostegno al No del Referendum sulle modifiche costituzionali da parte della stampa nazionale più attendibile, con sottili ma costanti ridimensionamenti dell'importanza della riforma, riportando invece con dovizia gli interventi contrari in specie dei cosiddetti compagni di partito, che di certo non avevano concretezza politica ne economica.
      Le ragioni di questa posizione della stampa, sono legate alle varie lobby a cui sono legate. Prova di questo sono oggi i consigli interessati di E. Scalfari su "la Repubblica" per il PD affinché dia il suo sostegno a un governo  di % Stelle. Non è la prima volta che Scalfari cerca d influenzare prima il PCI e poi il PD, mettendosi i panni di uomo (miliardario) della sinistra.
     I flussi elettorali confermano quanto  diciamo.
     Allora cosa spinto gli Italiani a dare una marea di voti ai 5 Stelle e a Salvini ?
     A questa domanda si possono dare molte risposte, ma nessuna può essere giusta.
    Noi propendiamo per una affermazione che può essere dimostrata e una supposizione sociale.
     L'affermazione è che i Partiti più consolidati non hanno indicato nessun supporto ideologico alle loro proposte; e per ideologia dobbiamo intendere una risposta ai problemi presenti e una indicazione di trasformazione concreta, socioeconomica per il futuro.
      La supposizione sociale parte dalla constatazione che il "Gratta e Vinci " ha conquistato una larghissima parte, giovani e non giovani, della popolazione italiana.
     Calderon de la Barca scriveva "La vita è sogno". Nel nostro secolo ultra scientifico, incredibilmente i cantastorie, fanno sognare le persone con una lotteria immaginifica di nuove conquiste politicoeconomiche, e tanti sono i voti che ottengono per la speranza che come al "Gratta e Vinci " anche il più dimenticato elettore possa avere un suo piccolo o grande premio.
      Ma questa è solo un ipotesi.
      La crisi politica è incominciata e  le sue contraddizioni sono abbastanza evidenti. E l'aprirsi delle contraddizioni mostreranno che il "Gratta e Vinci " non ha premi per nessuno, tranne ,si intende, per le lobby italiane economicamente più forti.
     Parleremo in un successivo post della necessità di cercare gli elementi necessari ad ideologie verificabili anche con la matematica di Boll.