IL SILENZIO DELLA STAMPA SU DUE “GIUSTI DI TUTTI I GIORNI”
Un giovane, Lorenzo, salva un bambino caduto sui binari; una addetta, Claudia, al controllo del traffico guarda realmente gli schermi di sorveglianza e ferma il treno. E' accaduto a Milano qualche giorno fa.
Si poteva pensare che la stampa ne avrebbe parlato per giorni additandolo come esempi da seguire. Invece è solo una notizia di cronaca che è relegata sempre più in fondo ai giornali online.
In compenso ampia cronaca ripetuta per giorni su: omicidi, aggressioni, notizie sugli animali che soffrono, notizie sportivi e video su le uccisioni nel mondo più orripilanti.
La stampa ritiene che la cronaca nera “tutti i particolari in cronaca” faccia crescere i propri lettori. Sono anni che questa politica è portata avanti, ma non sembra che crescano le vendite dei giornali.
Nessuno spazio ai “giusti di tutti i giorni” anche se la descrizione del loro esempio: un coraggio cosciente del pericolo, ma determinato da un istinto di “amore verso se stessi come verso il prossimo”, può produrre risultati positivi sui lettori, scacciando la paura dei singoli, facendo sentire a tutti che dare una mano al proprio vicino od adempiendo ad un incarico faticoso, ma importante per l’incolumità del prossimo, è un esempio da seguire e che ci fa sentire sicuri che in caso di pericolo ci saranno in molti ad aiutarci.
Se in tanti atti terroristici all’estero la gente invece di scappare avesse fatto fronte al pericolo, tanti morti non ci sarebbero stati. Bisogna sempre ricordarsi che chi è armato è un uomo come noi e l’arma non lo difende dalla paura di essere sovrastato da chi aggredisce, mentre la paura di chi scappa lo esalta e si sente un “dominus” .
Si parla tanto da alcuni anni di “ social” che sociale non è. Anzi in questo “social” del web o della vita, non c’è nulla che possa considerarsi “sociale”, ma solo scambi di commenti idioti o/e insultanti, di maldicenze, di aggressioni ai più deboli, di essere in primo piano; tanto questo è vero che criminali si mettono sul web per influenzare la gente, per ragioni economiche, o di parte.
Pochi, e a volte timorosi, sono quelli che si ribellano e denunciano la degenerazione dei “social” e difendendono le persone che usano il web con intelligenza, con correttezza, e da costoro noi acquisiamo insegnamenti e si scopre la ricchezza degli altri ascoltando, apprendendo, rispettando.
Non ci meravigliamo che poi nella vita di tutti i giorni la gente ha paura, si mimetizza stando a guardare o a filmare sperando di fare un buon guadagno economico.
Cara stampa, evolvi; non essere più maestra dell’”orror”, ma maestre dei tantissimi buoni esempi quotidiani che ancora ci sono. Diamo spazio a queste notizie, i direttori dei giornali facciano articoli di fondo su queste semplici e grandi azioni dei “giusti di tutti i giorni “.
La ricompensa dei “giusti” è stata sempre quella di vedere non alberelli o lapidi, ma sapere che altri seguiranno il loro esempio e si realizzi una società meno paurosa ma più giusta, più pacifica, in tutti i suoi aspetti.
